Analizzare un profumo non significa solo dire «mi piace» o «non mi piace». Un'analisi utile separa ciò che si percepisce, ciò che si identifica, ciò che si prova e ciò che si valuta. I lavori sulla valutazione sensoriale delle fragranze distinguono in particolare la descrizione, la discriminazione e la valutazione dell'intensità o dell'evoluzione nel tempo.
1. Iniziare senza cercare subito le note
La prima fase consiste nel sentire prima di leggere la piramide olfattiva. Il nome del profumo, la marca e l'elenco delle note possono orientare l'attenzione. Per imparare ad analizzare, è più utile annotare prima le impressioni spontanee.
Una prima osservazione può rispondere a quattro domande: cosa sento? che intensità? che consistenza olfattiva? che impressione generale?
2. Osservare l'apertura
Al primo contatto, descrivete ciò che appare immediatamente. Cercate le grandi famiglie piuttosto che una molecola precisa: agrumi, aromatici, spezie, fiori, frutti, legni, resine, muschi, note gourmand o materie animali.
L'apertura è molto volatile e non pregiudica l'insieme del profumo. Un'impressione fresca può rapidamente lasciare il posto a un cuore floreale, speziato o legnoso.
3. Osservare il cuore
Dopo qualche minuto, ricominciate l'analisi. Chiedetevi quali sfaccettature restano presenti e quali appaiono. È spesso a questo stadio che la struttura diventa più leggibile.
Per la profumeria orientale, può essere utile ricercare in particolare le relazioni tra legni, resine, spezie, fiori, muschi e materie balsamiche, piuttosto che isolare artificialmente ogni nota.
4. Osservare il fondo e l'evoluzione
Un profumo è una materia odorosa in evoluzione. L'intensità e le sfaccettature percepite cambiano con il tempo. Le valutazioni sensoriali delle fragranze tengono quindi spesso conto dell'intensità globale e della sua evoluzione temporale.
Nel fondo, annotate ciò che persiste: legno secco o cremoso, resine, vaniglia, muschi, ambra, cuoio, sentori affumicati, spezie o altri effetti. Il fondo non corrisponde necessariamente a una sola «nota di fondo» annunciata commercialmente.
5. Separare materia, nota e accordo
Uno degli errori più frequenti è considerare ogni parola di una piramide come una materia isolata. Una materia è un ingrediente o una materia prima; una nota descrive un'impressione olfattiva; un accordo risulta dall'associazione di più ingredienti.
Così, «ambra», «oud» o «rosa» in una descrizione commerciale possono designare costruzioni olfattive e non necessariamente la presenza esclusiva di una materia naturale corrispondente.
6. Descrivere con più livelli di vocabolario
Il vocabolario olfattivo può essere organizzato su più livelli.
| Livello | Esempi | Domanda |
|---|---|---|
| Famiglia | floreale, legnoso, speziato, ambrato | A quale grande universo appartiene? |
| Sfaccettatura | talcata, balsamica, affumicata, cremosa | Quale qualità caratterizza l'odore? |
| Riferimento | rosa, zafferano, cardamomo, cuoio | A cosa fa pensare? |
| Intensità | debole, moderata, forte | Quale potenza si percepisce? |
| Temporalità | immediata, progressiva, persistente | Come evolve l'odore? |
| Spazio | vicino, diffuso, avvolgente | Come si proietta l'odore? |
| Emozione / immagine | caloroso, scuro, luminoso | Che impressione globale produce? |
Le ricerche sul linguaggio olfattivo mostrano proprio che le descrizioni combinano proprietà percettive, riferimenti a fonti, analogie, emozioni e giudizi. È quindi normale che una buona descrizione non sia unicamente un elenco di materie.
7. Utilizzare le analogie senza confonderle con i fatti
Dire che un profumo «ricorda del legno umido», «evoca una pasticceria speziata» o «fa pensare a un pezzo d'incenso» è utile. Si tratta di un'analogia percettiva, non di una prova che il profumo contenga realmente questa materia.
Questa distinzione è particolarmente importante quando si analizzano i profumi orientali, le cui descrizioni commerciali utilizzano volentieri riferimenti culturali, culinari, territoriali o rituali.
8. Valutare separatamente intensità, scia e persistenza
Queste nozioni sono vicine ma non designano la stessa cosa.
- Intensità: forza dell'odore percepito in un dato momento.
- Scia: presenza olfattiva percepita attorno a chi indossa il profumo o nel suo movimento.
- Persistenza: durata durante la quale il profumo resta percepibile.
Un profumo può avere un'apertura forte per poi diventare discreto pur restando presente a lungo. Al contrario, un profumo può avere una scia importante all'inizio senza necessariamente durare altrettanto a lungo.
9. Confrontare su pelle e su mouillette
La mouillette (cartina di prova) è utile per confrontare più profumi in condizioni simili. La pelle permette di osservare il profumo indossato e la sua evoluzione in un contesto reale.
Per un confronto serio, mantenete quanto più possibile costanti la quantità applicata, il supporto, il tempo di osservazione e l'ambiente. Annotate le differenze in più momenti piuttosto che confrontare unicamente i primi secondi.
10. Costruire una scheda di analisi semplice
Una scheda può stare in poche righe:
- Apertura: prime impressioni.
- Cuore: materie o sfaccettature dominanti dopo qualche minuto.
- Fondo: elementi persistenti.
- Famiglie: universi olfattivi dominanti.
- Consistenza: secco, cremoso, talcato, oleoso, aereo, denso...
- Intensità: debole, media o forte a seconda del momento.
- Scia: vicina, moderata o diffusa.
- Evoluzione: ciò che scompare, appare o si trasforma.
- Immagine: associazione personale o culturale.
- Conclusione: carattere generale del profumo in una o due frasi.
11. Allenare il naso
L'identificazione degli odori può progredire con la pratica e il feedback. L'obiettivo non è memorizzare immediatamente centinaia di nomi, ma costruire progressivamente un vocabolario associato a riferimenti concreti.
Iniziate con alcune materie note: rosa, gelsomino, zafferano, cardamomo, vaniglia, benzoino, olibano, oud, sandalo, vetiver e patchouli. Sentitele separatamente quando possibile, poi cercate i loro effetti nelle composizioni.
A ogni sessione, provate prima a descrivere senza guardare la risposta. Confrontate poi la vostra percezione con la materia o la composizione di riferimento. Questa alternanza tra percezione, linguaggio e correzione è più utile di una semplice memorizzazione di liste.
12. Un metodo particolarmente utile per la profumeria orientale
Per un profumo orientale, aggiungete quattro domande alla vostra scheda:
- Quali materie donano il calore della composizione?
- Quali materie apportano la consistenza: resinosa, legnosa, talcata, cremosa, affumicata?
- Quale materia o accordo porta il carattere culturale o rituale del profumo?
- Come evolvono le materie tra l'apertura, il cuore e il fondo?
Questo metodo permette di collegare l'olfatto alla materia, alla tecnica e al contesto culturale senza ridurre il profumo a una piramide di note.
Da ricordare
Analizzare un profumo consiste nell'osservare un'evoluzione, poi nel trasformare una percezione in descrizione. Iniziate dalle grandi famiglie e dalle sfaccettature, distinguete materia, nota e accordo, misurate separatamente intensità, scia e persistenza, poi aggiungete le analogie e le impressioni personali. Con riferimenti concreti e una pratica regolare, il vocabolario diventa progressivamente più preciso.
Fonti di riferimento
- De Viti & Le Goff, Fragrances and sensory evaluation techniques, 2022.
- Upstill, Rowland & Jordan, studi sulla valutazione delle fragranze da parte di panel addestrati, 2022.
- Lavori di ricerca sul vocabolario e la descrizione degli odori e dei profumi.
0 commenti