La mirra è una delle grandi materie resinose della storia della profumeria. Nella profumeria orientale, apporta una profondità scura, balsamica, secca e leggermente amara che non deve essere confusa con quella dell'incenso (olibanum). Questa materia permette anche di comprendere come una resina vegetale possa essere trasformata in una materia da profumeria.
Cos'è la mirra?
La mirra designa principalmente l'essudato resinoso di alcune specie del genere Commiphora, in particolare Commiphora myrrha. Come l'incenso, appartiene alle Burseraceae e si presenta sotto forma di resina indurita estratta dall'albero.
La materia grezza non è quindi un "olio di mirra": la resina e le materie profumanti ottenute dopo la trasformazione sono due cose diverse. La FAO descrive la mirra come un'essudazione resinosa di Commiphora, utilizzata in particolare allo stato grezzo, distillata o trasformata in estratti per le applicazioni di profumo e incenso.
Che odore ha la mirra in profumeria?
La mirra è generalmente descritta come resinosa, calda, balsamica, aromatica e leggermente amara. Il suo profilo può apparire più scuro, secco o medicinale rispetto a quello dell'incenso. La percezione dipende tuttavia dalla specie, dall'origine, dalla preparazione e dalla materia utilizzata nella formula.
In un profumo orientale, può dare profondità a un fondo ambrato, rafforzare una costruzione resinosa, apportare una sfaccettatura scura a una vaniglia o creare un contrasto con una materia più luminosa.
Mirra e incenso: quale differenza?
Entrambe le materie sono resine derivate da alberi della famiglia delle Burseraceae, ma non provengono dallo stesso genere botanico: l'incenso deriva dalla Boswellia, mentre la mirra è principalmente associata alla Commiphora.
| Materia | Origine botanica | Profilo generale | Uso profumante |
|---|---|---|---|
| Incenso | Boswellia | Resinoso, balsamico, spesso più luminoso e fresco | Resina bruciata, olio essenziale, estratti |
| Mirra | Commiphora | Resinoso, caldo, secco, amaro, balsamico | Resina, olio essenziale, estratti |
Come viene raccolta e trasformata la mirra?
La resina è ottenuta dagli alberi di Commiphora e poi indurisce prima di essere raccolta. Una parte può essere utilizzata direttamente come materia da incenso. Per la profumeria, la resina può anche essere trasformata per ottenere materie odorose adatte alla formulazione.
A seconda del procedimento, si possono in particolare ottenere un olio essenziale per distillazione o degli estratti per estrazione. La forma ottenuta influenza il modo in cui la mirra si esprime in una composizione.
Questa distinzione si ricollega alla nostra guida sulle forme di materie profumanti e al nostro articolo dedicato all'estrazione delle materie prime.
Perché la mirra è importante nella profumeria orientale?
La mirra appartiene alla grande famiglia delle materie resinose che collegano profumeria, incenso, materie prime e tradizioni culturali. Permette di creare un legame tra l'uso delle resine nei rituali e il loro impiego nelle composizioni profumate.
Si inserisce naturalmente accanto all'incenso, al benzoino, al labdano e ad altre resine studiate nella nostra guida alle resine, gomme e incensi nella profumeria orientale.
Mirra, incenso e bakhoor: non confondere le categorie
Una resina di mirra può essere bruciata come materia da incenso, ma "mirra" designa la materia prima mentre "bakhoor" designa una preparazione profumata destinata a essere bruciata. Un bakhoor può associare legni, resine, oli profumati e altri ingredienti: la presenza di mirra non è quindi obbligatoria.
Per comprendere questa differenza, vedi il nostro articolo Bakhoor, incenso e resine: quali differenze?.
Come riconoscere una menzione di mirra nella descrizione di un profumo?
Una scheda prodotto può parlare di "mirra", "myrrh" o utilizzare il nome botanico di una materia. Occorre poi guardare il contesto: la menzione può corrispondere a una materia naturale, a un estratto o a un accordo olfattivo che cerca di riprodurre alcune sfaccettature della mirra.
Una piramide olfattiva non permette quindi, da sola, di conoscere la forma esatta della materia impiegata né la sua proporzione nella formula. Per approfondire, consulta il nostro articolo sulla differenza tra nota, accordo, materia prima e molecola.
Mirra naturale e accordo di mirra: quale differenza?
La parola "mirra" in un discorso di marketing non significa necessariamente che una quantità identificabile di resina naturale sia stata incorporata tal quale. In profumeria, un odore può essere costruito a partire da una materia naturale, da un estratto, da diverse materie o da molecole odorose.
Ecco perché bisogna distinguere l'identità botanica della materia, la sua forma di estrazione e il suo ruolo olfattivo nella formula.
Da ricordare
- La mirra è principalmente una resina derivata da alcune specie di Commiphora.
- Il suo profilo è generalmente resinoso, balsamico, caldo, secco e leggermente amaro.
- È diversa dall'incenso, anche se entrambe le materie appartengono alle Burseraceae.
- La resina grezza, l'olio essenziale e gli estratti non producono esattamente lo stesso effetto olfattivo.
- Nella profumeria orientale, la mirra può apportare profondità, contrasto e carattere agli accordi resinosi, ambrati o legnosi.
- La menzione "mirra" in una piramide non basta a determinare la natura esatta della materia utilizzata.
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Per prolungare questa lettura, esplora Resine, gomme e incensi, Incenso e Bakhoor, incenso e resine.
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