Parlare della sicurezza di un profumo richiede di distinguere diverse nozioni spesso confuse: pericolo, rischio, dose ed esposizione. Una materia può presentare una proprietà intrinseca che richiede una gestione del rischio, senza che ciò significhi che un prodotto finito utilizzato conformemente alla sua destinazione d’uso presenti lo stesso livello di rischio.
Pericolo e rischio: due nozioni diverse
Il pericolo descrive una proprietà intrinseca di una sostanza o di una miscela: per esempio, la sua potenziale capacità di provocare un effetto indesiderato in determinate condizioni.
Il rischio dipende poi dal modo in cui la sostanza viene utilizzata e dall’esposizione effettiva. In profumeria, sono quindi importanti la quantità, il tipo di prodotto, la frequenza d’uso e la via di esposizione.
Perché la dose è importante
Una stessa sostanza non comporta necessariamente lo stesso livello di rischio a seconda della quantità a cui una persona è esposta. Gli approcci alla sicurezza in profumeria integrano quindi i dati relativi al pericolo e gli scenari di esposizione.
IFRA descrive i propri Standard come un sistema di gestione del rischio che può vietare, limitare o regolamentare determinati ingredienti in base ai dati scientifici disponibili. I limiti sono espressi per il prodotto finito e dipendono in particolare dalla categoria d’uso. Consulta le spiegazioni di IFRA sui suoi Standard.
Esposizione: profumo sulla pelle, sapone o profumo per ambienti
Un profumo applicato sulla pelle non viene utilizzato nello stesso modo di un prodotto risciacquato rapidamente o di un prodotto destinato a profumare l’aria. Gli scenari di esposizione sono diversi.
| Nozione | Domanda |
|---|---|
| Pericolo | Quale proprietà potenzialmente nociva possiede la sostanza? |
| Dose | Quale quantità è coinvolta? |
| Esposizione | Come, per quanto tempo e con quale frequenza la persona è esposta? |
| Rischio | Qual è il risultato della valutazione di questi elementi in un determinato scenario? |
Allergene non significa automaticamente «profumo pericoloso»
La presenza di una sostanza identificata come allergene merita un’interpretazione precisa. La normativa europea prevede che i consumatori siano informati su determinati allergeni delle fragranze, mentre le valutazioni di sicurezza tengono conto dell’esposizione e dei livelli d’uso.
IFRA spiega che il proprio approccio alla sensibilizzazione cutanea si basa in particolare su una valutazione quantitativa del rischio, che confronta l’esposizione stimata con un livello considerato accettabile nello scenario esaminato. Documentazione IFRA sulla valutazione del rischio.
E il naturale?
Naturale non significa automaticamente più sicuro. Anche una materia naturale è costituita da sostanze chimiche, talvolta numerose, e alcune possono richiedere restrizioni o una gestione dell’esposizione. Al contrario, «sintetico» non costituisce di per sé un’indicazione di pericolosità.
La domanda pertinente è quindi: quale sostanza, a quale concentrazione, in quale prodotto e con quale esposizione?
Perché gli oli essenziali meritano un’interpretazione particolare
Un olio essenziale è una materia naturale complessa. Il suo profilo dipende in particolare dalla pianta, dalla parte utilizzata e dal processo di ottenimento. Alcuni dei suoi costituenti possono essere presi in considerazione individualmente nelle valutazioni e nelle restrizioni applicabili.
Ciò spiega perché «naturale», «olio essenziale» e «senza rischi» non siano sinonimi.
IFRA e normativa europea: non confonderle
Gli Standard IFRA costituiscono un sistema volontario di gestione del rischio dell’industria, obbligatorio per i membri di IFRA nell’ambito del suo Codice di condotta. Non sostituiscono le normative nazionali o europee applicabili.
IFRA precisa inoltre di non certificare direttamente i prodotti né la loro conformità individuale. La responsabilità finale del prodotto immesso sul mercato resta dell’azienda interessata. Capisci cosa significa realmente la conformità IFRA.
Un metodo semplice per leggere un’affermazione sulla sicurezza
- Identificare la sostanza o la materia di cui si parla.
- Identificare il pericolo invocato: irritazione, sensibilizzazione, altro effetto tossicologico, ecc.
- Considerare l’esposizione: prodotto, zona, quantità, durata e frequenza.
- Distinguere un obbligo normativo da una raccomandazione volontaria.
- Non trarre conclusioni basandosi solo sulla parola «naturale» o «sintetico».
Da ricordare
Pericolo ≠ rischio. Naturale ≠ senza rischi. Allergene ≠ prodotto automaticamente pericoloso. Una valutazione seria della sicurezza di un profumo deve collocare la materia nel suo contesto d’uso e considerare la dose e l’esposizione.
Per approfondire: leggi una lista degli ingredienti e gli allergeni, materia naturale, isolato e molecola, autenticità e adulterazione e estrazione delle materie prime.
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