Kannauj e l’attar indiano: comprendere il procedimento tradizionale deg-bhapka

|Stéphane Le Moal
Kannauj et l’attar indien : comprendre le procédé traditionnel deg-bhapka

Nella biblioteca di Parfum Orient, Kannauj occupa un posto speciale: questa città dell'Uttar Pradesh è ufficialmente associata al Kannauj Perfume, registrato come indicazione geografica in India. Il suo interesse per la profumeria orientale deriva in particolare da una tradizione di distillazione artigianale delle materie aromatiche e dall'uso del sistema tradizionale chiamato deg-bhapka.

Perché Kannauj è importante nella storia del profumo indiano?

Kannauj è un centro riconosciuto della profumeria in India. Il portale nazionale indiano dedicato al programma One District One Product presenta il profumo di Kannauj come un prodotto che beneficia di un GI Tag, con produzioni tradizionali a partire da materie naturali come la rosa e il gelsomino.

Bisogna tuttavia evitare di ridurre Kannauj a un solo tipo di profumo: la tradizione locale comprende diverse materie e diversi stili. Il suo interesse per la biblioteca di Parfum Orient consiste proprio nel mostrare come una geografia, delle materie e un savoir-faire possano incontrarsi.

Che cos'è il processo deg-bhapka?

Il deg designa il recipiente di distillazione nel quale la materia aromatica viene preparata con l'acqua. Il bhapka è il recipiente ricevente nel quale i composti odorosi distillati vengono condensati.

Le fonti istituzionali indiane descrivono il deg-bhapka come un metodo tradizionale di idrodistillazione ancora utilizzato a Kannauj. Il principio generale consiste nel riscaldare la materia con l'acqua, condurre i vapori verso il recipiente ricevente e poi recuperare il distillato.

Qual è il ruolo del legno di sandalo?

Nella tradizione dell'attar indiano, alcune distillazioni utilizzano una base oleosa, in particolare di legno di sandalo, che accoglie i composti odorosi derivanti dalla distillazione. Il sandalo non deve quindi essere confuso con la materia aromatica distillata: può svolgere il ruolo di supporto olfattivo in alcuni metodi tradizionali.

Questa distinzione è importante per comprendere perché la parola "attar" non descrive necessariamente un solo odore. A seconda della materia distillata, il risultato può essere floreale, speziato, erbaceo, terroso o più complesso.

Rosa, gelsomino, henné, terra: una tavolozza più ampia di un semplice "profumo orientale"

I documenti istituzionali dedicati a Kannauj menzionano in particolare produzioni incentrate su rosa, gelsomino, henné e il profumo di terra, chiamato mitti. Il profilo finale dipende quindi fortemente dalla materia introdotta nel processo.

Questa diversità si ricollega a un principio essenziale del nostro atlante delle materie: una tecnica di fabbricazione non determina da sola l'odore finale. Bisogna considerare anche la materia, la sua origine, la sua preparazione e le condizioni di distillazione.

Attar di Kannauj e attar in senso lato: non confondere

La parola attar è utilizzata in diversi modi nel commercio contemporaneo. Nella profumeria indiana tradizionale, può designare un profumo ottenuto per distillazione di materie aromatiche, spesso con fissazione in una base oleosa. Nel commercio internazionale, il termine può essere impiegato anche più ampiamente per designare profumi oleosi.

Ecco perché una scheda prodotto deve essere letta con attenzione: "attar" descrive un formato o una tradizione a seconda del contesto, ma non permette da solo di conoscere le materie esatte utilizzate né il loro processo.

Perché questa tradizione è interessante per comprendere la profumeria orientale?

Kannauj permette di collegare diversi livelli che spesso si separano erroneamente: geografia, materia prima, estrazione, supporto, maturazione e cultura del profumo. Il savoir-faire non consiste unicamente nel mescolare ingredienti; il processo trasforma anche il modo in cui le materie si esprimono.

Per approfondire questo aspetto, consultate il nostro articolo sull'estrazione e la trasformazione delle materie nella profumeria orientale, così come la nostra scheda sulle differenze tra olio essenziale, assoluta, estratto e resinoide.

Kannauj nell'atlante geografico di Parfum Orient

Questa città costituisce un eccellente esempio del modo in cui la profumeria orientale e indiana si sono sviluppate a partire da territori, materie e tecniche specifiche. Completa il nostro articolo sulla geografia della profumeria orientale e il nostro lavoro su attar e mukhallat.

Da ricordare

  • Kannauj è un centro riconosciuto della profumeria indiana, associato a un'indicazione geografica "Kannauj Perfume".
  • Il deg-bhapka è un metodo tradizionale di distillazione descritto dalle autorità indiane come una forma di idrodistillazione.
  • Alcune tradizioni di attar utilizzano il legno di sandalo come supporto oleoso che riceve i composti odorosi distillati.
  • La tradizione di Kannauj copre diversi profili e materie, in particolare rosa, gelsomino, henné e il profumo di terra.
  • Il termine attar deve essere interpretato secondo il suo contesto: tradizione di fabbricazione, profumo oleoso o denominazione commerciale non sono sempre sinonimi.

Nella biblioteca di Parfum Orient, Kannauj diventa così un elemento di collegamento tra storia, geografia, materie e tecniche di fabbricazione — esattamente il tipo di contenuto che permette di ampliare l'atlante della profumeria orientale al di là delle semplici schede dei profumi.

Esplorare la biblioteca e i profumi

Per approfondire questa lettura, esplorate Mukhallat e attar, Mitti attar ed Estrazione delle materie prime.

Per scoprire le referenze corrispondenti, ritrovate Tutti i profumi nella boutique Parfum Orient.

Collegare questo dossier ai cluster esistenti

Per collegare questo argomento alla parte scelta e catalogo di Parfum Orient, consultate la guida ai formati e la guida per leggere una scheda prodotto.

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