Golab e la distillazione dell'acqua di rose in Iran: comprendere il sapere di Kashan

|Stéphane Le Moal
Golāb et la distillation de l’eau de rose en Iran : comprendre le savoir-faire de Kashan

Nella biblioteca di Parfum Orient, il profumo orientale non si riduce né ai flaconi né alle note annunciate su una piramide olfattiva. Bisogna guardare anche ai saper fare che trasformano una materia vegetale in un prodotto profumato. Il golāb, l’acqua di rose tradizionale persiana, ne offre un eccellente esempio: nei dintorni di Kashan, la rosa viene raccolta e poi distillata secondo un procedimento i cui utilizzi toccano la profumeria, la cucina e alcuni rituali.

Che cos’è il golāb?

Il termine persiano golāb designa un’acqua distillata ottenuta principalmente dalla rosa di Mohammadī. L’Encyclopaedia Iranica descrive il golāb come un distillato di petali di rosa e segnala in particolare la reputazione della produzione di Qamsar, nella regione di Kashan. La stessa fonte distingue il golāb dall’olio essenziale di rosa, chiamato attar o otto di rosa in questo contesto. Comprendere la differenza tra acqua floreale, olio essenziale e altri estratti permette di contestualizzare meglio questi prodotti.

Kashan, Qamsar e la tradizione del golābgiri

La regione di Kashan, nella provincia di Isfahan, è particolarmente associata alla produzione tradizionale di golāb. Il periodo di fioritura dà luogo al golābgiri, termine utilizzato per designare la fabbricazione dell’acqua di rose e, più ampiamente, la stagione e le pratiche che l’accompagnano. Una candidatura iraniana presentata all’UNESCO descrive oggi il sapere tradizionale di produzione del golāb e le sue tradizioni socioculturali; tale candidatura non è, ad oggi, un’iscrizione nel patrimonio immateriale. 

Come funziona la distillazione tradizionale?

Il principio è quello di un’idrodistillazione: i petali vengono posti con dell’acqua in un recipiente di distillazione, quindi riscaldati. Il vapore trascina con sé una parte dei composti odoranti volatili della rosa. Dopo il raffreddamento, il distillato viene recuperato sotto forma liquida.

Le descrizioni storiche e tecniche della produzione iraniana mostrano l’importanza degli alambicchi, del carico di fiori, dell’acqua, del riscaldamento e della condensazione. Il procedimento tradizionale non è dunque semplicemente un’infusione di petali: è una trasformazione per distillazione che separa e concentra in modo diverso i composti odoranti.

Golāb e olio di rose: due prodotti da non confondere

Una confusione frequente consiste nel chiamare “olio di rose” qualsiasi produzione derivante dalla distillazione. Tuttavia, l’acqua distillata e l’olio essenziale non sono lo stesso prodotto. L’olio essenziale di rosa è una frazione molto più concentrata e prodotta in quantità ben più ridotte. L’Encyclopaedia Iranica indica che l’otto di rosa è ottenuto a partire dall’acqua di rose e che rappresenta una produzione nettamente più preziosa del comune golāb. 

Questa distinzione è importante per leggere una scheda prodotto: rose water, golāb, rose essential oil, rose otto e attar di rose non sono automaticamente sinonimi. La loro composizione, la loro concentrazione, il loro modo d’uso e il loro ruolo in una formula possono differire.

Perché questa tradizione conta per la profumeria orientale

Il golāb mostra che una materia odorante può circolare tra diversi universi. In Iran, l’acqua di rose non è unicamente un ingrediente di profumeria: interviene anche nell’alimentazione e in pratiche culturali. L’Encyclopaedia Iranica documenta in particolare i suoi usi nelle bevande, nei dolciumi e in alcune occasioni religiose.

Questa versatilità aiuta a comprendere una caratteristica importante della profumeria orientale: le materie odoranti non sono sempre racchiuse nella categoria moderna di “profumo”. Uno stesso fiore può dare origine a un’acqua floreale, a un olio essenziale, a un estratto o rientrare in diversi usi culturali.

Il legame con la rosa di Taif

La rosa di Taif appartiene a un altro territorio e a un’altra tradizione. Il nostro articolo dedicato alla rosa di Taif permette di confrontare i due approcci senza confonderli: qui, il punto centrale è il saper fare iraniano del golāb e della distillazione intorno a Kashan.

Cosa rivela il golāb su una materia profumata

  • La materia botanica conta: la specie o la cultivar, la coltivazione e il momento della raccolta influenzano il risultato odoroso.
  • Il procedimento conta: distillare un fiore non equivale a farlo semplicemente macerare.
  • Il prodotto finale conta: acqua floreale e olio essenziale non devono essere confusi.
  • Il contesto conta: il golāb appartiene a una tradizione che supera la sola profumeria.

Da ricordare

Il golāb di Kashan costituisce un eccellente caso studio per comprendere il legame tra botanica, distillazione, olfazione e cultura. Per Parfum Orient, questo tipo di saper fare è essenziale da documentare: conoscere una fragranza significa anche comprendere le trasformazioni che danno origine alle sue materie odoranti.

Per approfondire, consultate il nostro dossier sull’attar di Kannauj e il procedimento deg-bhapka, così come la nostra guida sull’estrazione e la trasformazione delle materie in profumeria orientale.

Esplorare la biblioteca e i profumi

Per prolungare questa lettura, esplorate Estrazione delle materie prime, Olio essenziale, assoluta, estratto e resinode e Analisi in laboratorio.

Per scoprire le referenze corrispondenti, ritrovate i Profumi floreali orientali nella boutique Parfum Orient.

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Per collegare questo argomento alla parte scelta e catalogo di Parfum Orient, consultate la guida agli ingredienti e l’Atlante delle materie.

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