Una materia naturale può variare da un lotto all’altro. Tuttavia, una fragranza industriale deve mantenere un profilo sufficientemente coerente affinché il prodotto finito resti riconoscibile. È qui che interviene il lavoro di caratterizzazione, controllo e, a seconda delle materie, standardizzazione.
Perché cercare la regolarità?
Un olio essenziale, un’assoluta o un’altra materia prima naturale complessa contiene numerosi costituenti. La loro proporzione può variare in base all’origine, al raccolto, alla parte utilizzata, al trattamento e all’estrazione.
La profumeria deve quindi fare i conti con una materia che non è necessariamente identica da un lotto all’altro. L’obiettivo non è necessariamente rendere ogni lotto chimicamente identico, ma gestire le variazioni che possono avere un impatto sulla qualità o sulla formula finale.
Standardizzare non significa rendere una materia «artificiale»
La standardizzazione può consistere nel definire un profilo o caratteristiche attese e quindi nel controllare i lotti rispetto a questi riferimenti. Non significa automaticamente che la materia sia sintetica o che abbia perso tutta la sua complessità naturale.
È inoltre necessario distinguere tra standardizzazione, rettifica e adulterazione: questi termini non indicano la stessa cosa e non devono essere usati come sinonimi.
Quali informazioni si possono controllare?
| Tipo di controllo | Esempio | Obiettivo |
|---|---|---|
| Sensoriale | Odore, colore, aspetto | Individuare una variazione percepibile |
| Fisico-chimico | Parametri adatti alla materia | Verificare le specifiche |
| Analitico | Profilo cromatografico o costituenti mirati | Confrontare il lotto con un riferimento |
| Tracciabilità | Lotto, origine, fornitore, processo | Collegare il risultato alla sua storia |
Le buone pratiche di qualità raccomandano in particolare di definire le proprietà attese, testare gli ingredienti secondo specifiche organolettiche e analitiche e conservare informazioni sui lotti e sulla loro origine. IFRA descrive queste pratiche di controllo qualità.
Il caso delle Natural Complex Substances
Gli organismi professionali utilizzano categorie specifiche per descrivere le Natural Complex Substances (NCS). L’IFRA e il RIFM hanno in particolare sviluppato una nomenclatura che tiene conto della parte della pianta utilizzata e del processo di estrazione o trasformazione.
Questa precisazione è importante perché uno stesso nome generico può comprendere diverse qualità di materia con composizioni differenti. La nomenclatura NCS dell’IFRA serve proprio a caratterizzare meglio queste materie complesse.
In che modo la formulazione assorbe le variazioni?
Un profumiere può lavorare con una materia conforme a determinate specifiche, quindi adeguare una formula quando le caratteristiche di un lotto cambiano entro l’intervallo previsto. L’analisi e la conoscenza del comportamento della materia diventano allora strumenti di formulazione.
In alcuni casi, è possibile utilizzare dati analitici specifici del lotto invece di semplici valori indicativi. L’IFRA spiega, ad esempio, che i dati analitici propri di una determinata qualità di NCS possono essere presi in considerazione quando sono disponibili.
Standardizzare non significa «migliorare» una materia
Una materia più regolare non è automaticamente una materia più nobile, più naturale o di qualità superiore. La regolarità risponde a un obiettivo di controllo del prodotto. Una materia naturale può anche essere ricercata proprio per le sue sfumature.
Esempio: rosa, gelsomino, oud e resine
Nella profumeria orientale, questa questione riguarda in particolare la rosa, il gelsomino, il oud, le resine, le spezie e alcune materie legnose. Il loro profilo può dipendere fortemente dall’origine e dal processo di ottenimento.
Per il oud in particolare, bisogna evitare di parlare di un profilo unico: il termine può comprendere materie prime, oli e accordi molto diversi. Un confronto serio deve quindi precisare che cosa viene realmente confrontato.
Standardizzazione, analisi e tracciabilità: tre nozioni correlate
| Notion | Domanda principale |
|---|---|
| Tracciabilità | Da dove proviene il lotto e qual è la sua storia? |
| Analisi | Che cosa contiene o caratterizza questo lotto? |
| Standardizzazione | In quale intervallo delle caratteristiche attese si colloca questo lotto? |
Da ricordare
La standardizzazione mira a gestire la variabilità; non trasforma necessariamente una materia naturale in una materia sintetica. Si basa su riferimenti, controlli e una conoscenza sufficientemente precisa della materia, affinché la formulazione possa rimanere coerente.
Per approfondire: variazione delle materie naturali, analisi in laboratorio e GC-MS, tracciabilità delle materie prime e autenticità e adulterazione.
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Per approfondire questa lettura, esplora Estrazione delle materie prime, Olio essenziale, assoluta, estratto e resinoide e Analisi in laboratorio.
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